giovedì 3 novembre 2016

C'è un incavo, un cerchio scuro

un'acqua
raccolta nella stanza
tra oggetti insonnoliti e
impronte d'aria.
Dentro, i resti
come pesci rossi negli stagni
dei parchi.

Sono le parole
ondeggianti sulla schiena
scivolate dalla mente
non nutrite
le parole dell'amore assente.

domenica 25 settembre 2016

Infanzia

Il balcone era un mondo.

Cantare, correre
al di sotto dell’orlo
e quando l’ho superato
mentre i miei dall’altra parte
dormivano, litigavano
Uno sguardo alle stelle
La prima sigaretta
Il vento verdeoro tra i palazzi
Il mare di maiolica
senza fughe.

Cos’è adesso questo tempo
smagliato nelle mani
dopo aver visto me stessa
ininterrotta.

domenica 18 settembre 2016

Assenza

Serate senza figli, anni
mal spesi?

Domanda indiscreta.

La ginecologa disse:
“Pensi a quanto è il senso.”
L’ombra intanto
era entrata
a passo così sicuro
che non me la sentii di fermarla
con la risposta.


mercoledì 14 settembre 2016

Porterà consigli la notte

anche al folle insonne.

Se penso
come la curva del viso concluda il mento
ho paura di curvare

perché di certo dondoli
su qualcuno dei miei capelli, dall’altezza
potremmo cadere

E, no,
io non guarderò

Mi prego:
dormi presto.
Chiudi la grata.
Torna dentro.

sabato 10 settembre 2016

Il pensiero di te

mi allontana da me.

E’ trascorso finalmente
un giorno eterno
nel far niente.

Se non immaginare
cosa sarebbe la vita
Viso contro Viso
inclinati in un letto
di silenzio erotico di amore.

Fa bene a volte
credersi immortali.

giovedì 8 settembre 2016

Come gli altri

Nel supermercato.
La cassiera passa i codici a barre
sul sensore

- bip -

e ora so quanto costa il giorno
iniziato al bar.

Due per tre
e quattro coca - cola
senza caffeina.

Esco piano, con una busta
e il cellulare in mano
come gli altri.

giovedì 28 luglio 2016

Nel vuoto, incuneati

nuotano i corpi.

Si incrociano
come un’invenzione
dei pensieri stanchi

alle fermate, alle stazioni affollate,
i biglietti,
le destinazioni,
le improvvise agnizioni.
Sesso e racconti.

Eri tu il volto fratello
tu
sull’altro lato
dolcezza di sguardo
e un timido cappello?

giovedì 23 giugno 2016

Scrivere come un dipinto astratto

fidarsi solo dei colori
di sfumature sensoriali
farsi inventore.

Impossibile
se pensi che
tutto resta uguale
domani il sole sorge ancora
come da ogni notte
e nascerà qualcuno
da chi muore
così
il tuo dentro
è niente.

Dimmi del mondo, raccontami
le cose vere che vedi
e ti ricorderò
se pure non ti conosco
ci riconosceremo
dalla stessa alba
come fossimo mano nella mano

sullo stesso dorso
a baciare la terra.

Finisce poi sempre che piove

si torna alla realtà con la prima goccia.

Il vero è l’amore
di essere toccati da qualcosa
che sembra vivo e dopo si sfalda
con leggerezza
ma meno di un sogno:
resta il pensiero della carezza
che poteva essere, quasi
c’è stata.

domenica 1 maggio 2016

Non avrebbe mai deviato la stanchezza

questo si sapeva, era nell'aria,
strada maestra già segnata.

Per me è stata compagna, ora
le apro persino le braccia
insieme al padre e alla madre
che stanno
tra occhi e capelli e in ogni piega
sbagliata o giusta.

Ci sarà, con loro
fino alla fine
mischiata all’amore
che grazie a dio non manca
però è corda tesa
ai fianchi, batte contro spigoli
che non sapevo di avere
che mi vergogno a dire.

E' quel momento bellissimo

in cui la luce tarda del sole entra
a trafilare pavimenti e muri.
Le sagome delle cose ora sono fiamme
tutto è teso in un tutto
e non pensa.

Allora si ama forte la casa
nel silenzio giallo-arancio
se ne prova la solidità omogenea
la liscia  perfezione
opposta alle asimmetrie
del fuori.

Così ti allevia, è anestesia
che vuoi avere,
quasi la preghi.
La casa è tua, come nessun altro
lei ha saputo restare,
sorreggere l'anima con i suoi piedi.

Alla fine sarà come chiedere

di semi e foglie verdi al vento,
perché cresca un fiore di ciliegio
dal ramo leggero
nella sabbia.

Lontano, c’è sempre bufera
e i suoi giochi scomposti segnano la dura legge
che comanda il passo.

Però, un fiore,
tenerlo come proprio nella mano
non è reale
e lo sai.
Ma la vita ci nutre comunque
di sogni impossibili, ci protegge
anche con la follia.

sabato 23 aprile 2016

Vorrei bere parole

Vorrei bere parole
in  debito delle mie
con lo stupore di chi attende
un giorno meno scuro.

Come a volte raccolgo le tende
al pensiero del sole.


venerdì 25 marzo 2016

Il primo freddo del mattino

dice poco a una pelle, dice
solo che verrà l’inverno
ancora come il passo
dopo il passo.
E lo spogliarsi a sera
nel silenzio: lo sapevamo
noi sulle sponde, in cerca
di conchiglie testimoni.
Qui non muore mai l’estate.
Anche il gelo è marino, dolce
come un abbraccio che ha in sé la fine
come quei rami vanno piano
verso l’acqua, nudi.

mercoledì 16 marzo 2016

Nessuno chiuderà le porte

e domattina il sole il letto
le finestre avvolte nella nebbia
tutto resti al sonno.

Non nasce vento se ogni cosa dorme.

Tieni fermo il cuore
tieni
fermo.

martedì 8 marzo 2016

C'è che si fanno costruzioni

C’è che si fanno costruzioni
forti di gioia spicciola
odore di casa propria, di cucina
dopo il lavoro.
La solitudine ha un prezzo
e  lo paghi felice
con quei trascorsi oceani
sempre nascosti in agguato
tra le ciglia.
Hai paura però senti la durezza
ogni mattina nella tazza fresca
nel bucato grondante di pastiglie
anticalcare
nella musica alta di quando
sollevi terra.

Poi
arriva un qualsiasi
coglione
che crede di sbatterti in faccia
la vita, di sapere
dove brilla il fuggire di cicale
rumorose
a cielo scoperto
-       - intorno vibreranno i tetti
inermi nel  deserto.

Ti ritrovi
intrecciando  le mani
come un’altalena
sui confini certissimi tracciati
da punte di cera.

domenica 28 febbraio 2016

Uno, una

Uno, una
è giovane e poi vecchio
alla luce  impietosa delle foto
in termini netti.

Colpisce sempre
il maglio universale
la strana fisionomia
della natura.

Ci sono tre persone.
Una in cima,
le sciocche memorie.
La seconda
nascosta dalle onde
non porta parole.

La terza attonita
sfoglia sottile in punta di dita
ha domande.
Come al passante sconosciuto
per la strada
con il nome cercato da ore
e – a saperlo –
era dietro.

domenica 31 gennaio 2016

Dicono che fuori sia la guerra

Dicono che fuori sia la guerra.
Anche qui,
in un piccolo mondo,
dalle feritoie dei fili
- fisso nelle orecchie -
c'è il rombo.

Anche qui
nella scappatoia
si stende al fuoco ciò che resta.

Vento pace sangue miele
sentirsi bambina e sparare
come un cecchino.
Non devo guardare oltre: miro alla mia testa.

Porta il peso, se puoi

Porta il peso, se puoi
covare le ferite.

Fra angoli di vento
nessuna pietra vedrai
che cada dai fianchi
delle linee che tu stessa hai tracciato.

Ripieghi i veli, cospargi di sale le palpebre:
pure, il ricordo cresce
come una malapianta senz'acqua né terra,
come il bianco incorrotto dei muri
nelle stanze vuote.